La metodologia esperienziale è fatta da due fasi strettamente correlate una all’altra la gestione di questo processo deve essere affidata a facilitatori esperti, che abbiano un’esperienza specifica in merito.

La fase 1 è tipicamente definita da ciascuna attività: recuperare il secchio in mezzo al cerchio di corda, far girare la pallina in meno di tot secondi, toccare tutti i numeri in sequenza, passare tutti attraverso la “tela del ragno”, ecc

La fase 2 invece non riguarda il sapere se il secchio viene o no recuperato dal cerchio di corda, ecc. La fase 2 riguarda il processo che si svolge all’interno del gruppo: come ha pianificato il gruppo? Come sono state valutate le opzioni proposte da ciascun membro? Come è stata presa la decisione finale? Perché? La fase 2 non è un livello superiore della fase 1: è l’altro aspetto della stessa attività.

La lezione appresa nella fase 1 rafforza la capacità di fissare un obiettivo e raggiungerlo. Nella fase 2 il focus è il “processo” per raggiungere l’obiettivo (cioè come è stato raggiunto l’obiettivo..). Entrambi i livelli hanno valore. Entrambi i livelli fanno parte della sfida e della metodologia esperienziale. Qualsiasi attività esperienziale senza entrambi i livelli è incompleta. Il vero obiettivo, quindi, è non solo quello di completare con successo l’attività, ma anche quello di utilizzare abilità e tecniche che facciano riflettere il gruppo sui punti di forza e le aree di miglioramento individuali e di gruppo.