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Qual è il vero obiettivo delle attività esperienziali?

La metodologia esperienziale è fatta da due fasi strettamente correlate una all’altra la gestione di questo processo deve essere affidata a facilitatori esperti, che abbiano un’esperienza specifica in merito.

La fase 1 è tipicamente definita da ciascuna attività: recuperare il secchio in mezzo al cerchio di corda, far girare la pallina in meno di tot secondi, toccare tutti i numeri in sequenza, passare tutti attraverso la “tela del ragno”, ecc

La fase 2 invece non riguarda il sapere se il secchio viene o no recuperato dal cerchio di corda, ecc. La fase 2 riguarda il processo che si svolge all’interno del gruppo: come ha pianificato il gruppo? Come sono state valutate le opzioni proposte da ciascun membro? Come è stata presa la decisione finale? Perché? La fase 2 non è un livello superiore della fase 1: è l’altro aspetto della stessa attività.

La lezione appresa nella fase 1 rafforza la capacità di fissare un obiettivo e raggiungerlo. Nella fase 2 il focus è il “processo” per raggiungere l’obiettivo (cioè come è stato raggiunto l’obiettivo..). Entrambi i livelli hanno valore. Entrambi i livelli fanno parte della sfida e della metodologia esperienziale. Qualsiasi attività esperienziale senza entrambi i livelli è incompleta. Il vero obiettivo, quindi, è non solo quello di completare con successo l’attività, ma anche quello di utilizzare abilità e tecniche che facciano riflettere il gruppo sui punti di forza e le aree di miglioramento individuali e di gruppo.

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I comportamenti appresi nella formazione esperienziale

Quali sono le competenze che si possono apprendere nella formazione esperienziale? Qui di seguito le categorie più importanti:

Fiducia: uscire dall’area di comfort, in un’atmosfera di supporto e sicurezza psico-fisica garantita dal gruppo è certamente un fattore di successo anche per l’individuo. Essere sollecitati ad affrontare un problema nuovo e sconosciuto e avere successo fornisce l’opportunità di rinforzare la fiducia in sé stessi e nel gruppo.

Problem solving: molte delle attività richiedono una soluzione a una sfida, le skills necessarie sono esattamente quelle che i partecipanti applicano quotidianamente nel loro ambiente di lavoro.

Creatività: L’abilità di pensare in maniera creativa, sia individualmente che in gruppo, è una skill fondamentale. L’opportunità di sperimentare diverse soluzioni allo stesso problema è un’occasione, per i partecipanti, di imparare che spesso ci possono essere diverse soluzioni per risolvere i problemi.

Feedback efficaci: le attività devono essere progettate affinché le persone siano spinte a comunicare, a discutere apertamente e a dare feedback precisi e utili gli uni agli altri. È attraverso questo processo di scambio continuo di osservazioni critiche costruttive che gli individui e i gruppi crescono e migliorano.

Le attività esperienziali non solo coinvolgono i partecipanti nel più alto livello di apprendimento, ma si fondano anche su un altro principio: che le persone possono apprendere meglio se stimolate in modi diversi. Per questo motivo la metodologia dell’apprendimento esperienziale ha come valore portante il coinvolgimento globale della persona in tutti i suoi aspetti: cognitivo, emotivo, fisico e spirituale.

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La metodologia esperienziale nella formazione aziendale

Negli ultimi 10 anni è aumentato esponenzialmente l’uso della metodologia esperienziale nella formazione aziendale. Le aziende hanno infatti scoperto che l’esperienza è un potente strumento di apprendimento che favorisce cambiamenti concreti nei comportamenti delle persone anche all’interno dell’attività lavorativa.

Adeguatamente progettate, le attività esperienziali forniscono un metodo efficace per apprendere e applicare capacità come quelle di lavorare in gruppo, comunicare in modo efficace, risolvere collettivamente i problemi, risolvere conflitti, gestire in modo efficiente le risorse e condividere l’esperienza di gruppo.

Come funziona la Metodologia Esperienziale

La metodologia esperienziale consente ai partecipanti di superare le proprie zone di comfort intellettuali, emotive, spirituali e fisiche, e di accedere alla cosiddetta zona di crescita, dove mettere in gioco nuove abilità per risolvere nuovi problemi.

Affinché questo accada, le attività esperienziali devono essere ben progettate, con programmi progressivi, graduali e adeguati al gruppo, tali da permettere alle persone di sperimentare le abilità in un ambiente psico-fisico sicuro.

Retention delle abilità

La retention delle abilità, nel contesto della metodologia esperienziale, è di norma superiore rispetto a ogni altra attività di apprendimento: più l’individuo è immerso nel processo di apprendimento, maggiore è la sua capacità di conservare le abilità e le lezioni apprese.

I partecipanti a lezioni in aula in genere conservano solo il 10% di quanto spiegato.
Il coinvolgimento attivo nel processo di apprendimento tramite discussioni e dibattiti porta la retention delle abilità al 50%.

Mettere in pratica le abilità apprese porta al 70% il grado di retention. Sperimentare sul campo, riflettere, interiorizzare e condividere nei momenti di debriefing, come avviene nelle attività esperienziali, eleva la retention delle capacità fino al 90%.

La metodologia esperienziale e i 7 metodi di apprendimento

Le attività esperienziali consentono un livello superiore di retention, perché permettono di attivare in modi diversi, varati e combinati tra loro, i 7 metodi di apprendimento principali:

l’insegnamento linguistico e telematico;
le strutture logiche o matematiche;
il riconoscimento spaziale e geometrico (attività Mission Impossible);
la consapevolezza cinestetica o corporea (salire su un muro di arrampicata);
la consapevolezza musicale;
l’auto conoscenza;
la percezione degli altri.

Metodologia esperienziale e competenze acquisite

Sono 4 le competenze che si possono apprendere tramite la metodologia esperienziale e i 7 metodi di apprendimento:

Problem solving
Le attività proposte richiedono di risolvere una sfida usando esattamente le skills che i partecipanti applicano nel loro ambiente di lavoro.
Creatività
Il pensiero creativo, sia individuale che di gruppo, è stimolato dalla necessità di sperimentare diverse strategie di risoluzione delle sfide prima di giungere a quella funzionante. Questo permette di imparare che spesso ci possono essere diverse soluzioni a uno stesso problema.
Feedback efficaci
Le attività sono progettate per stimolare il gruppo a comunicare, discutere apertamente della situazione e fornire feedback precisi e utili gli uni con gli altri. Lo scambio continuo di osservazioni critiche permette di crescere tanto al gruppo quanto agli individui.
Fiducia
Uscire dall’area di comfort in un contesto di supporto e sicurezza psico-fisica e imparare ad applicare con successo le proprie skills a un problema sconosciuto rinforzano la fiducia in se stessi e negli altri.

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